PREGHIERA A NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA DI SAVONA

1727

18 Marzo: NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA

Nostra Madre del cielo, tu hai avuto una profonda conoscenza del mistero della misericordia di Dio.

Tu sei colei che in modo particolare ed eccezionale hai sperimentato
la Misericordia Divina e al tempo stesso, sempre in modo eccezionale, hai reso possibile col sacrificio del cuore la rivelazione della Misericordia agli uomini attraverso la Croce del tuo Figlio, tu hai scoperto e solennemente proclamato la Misericordia di Dio di generazione in generazione.

Per questo noi tu acclamiamo “Madre della Misericordia”!

Ora o Madre, facciamo appello al tuo cuore materno di continuare a rendere visibile la Misericordia del tuo Figlio agli uomini.

Misericordia e Amore imploriamo per ogni creatura, per ogni comunità, per ogni nazione, ogni famiglia, ogni gruppo sociale, per i genitori, i giovani, gli adulti, gli anziani.

Misericordia per i poveri, i sofferenti, i malati, gli oppressi, i bisognosi, e Misericordia per ognuno di noi.

Madre della Misericordia, prega per noi!

Amen

NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA DI SAVONA

Secondo la tradizione popolare la nascita del santuario è legata ad un’apparizione della Madonna al contadino Antonio Botta la mattina del 18 marzo del 1536.

Nativo della località di San Bernardo, dove si trova l’omonima parrocchia, il racconto descrive che all’anziano contadino la Vergine Maria, vestita di bianco e attorniata da una luce abbagliante, apparve nei pressi di un ruscello, alla confluenza del torrente Letimbro, su una pietra del corso d’acqua.

La Madonna chiese ad Antonio di recarsi dal suo confessore e, tramite le parole di quest’ultimo, di indire tre sabati di digiuno e di compiere tre processioni in onore di Dio e di Maria; la Vergine lasciò inoltre al contadino la richiesta di ritornare nello stesso luogo il quarto sabato poiché altri messaggi dovevano essere comunicati alla curia e al popolo di Savona.
La fontana del 1708 dello scultore Giacomo Antonio Ponsonelli antistante il santuario.

Obbedendo alle parole della Madonna, Antonio si recò subito a Savona e comunicò al vescovo della locale diocesi, monsignor Bartolomeo Zabrera, quanto proferito da Maria e le richieste da lei espresse. Creduto dalla curia e quindi dal popolo savonese si esaudirono le volontà di Maria.

Se la comunità religiosa obbedì fedelmente alle parole di Antonio Botta, diversa fu la reazione delle autorità civili, in particolare del podestà genovese Baldassarre Doria reggente il feudo di Savona per conto della Repubblica di Genova.

Quest’ultimo, temendo una possibile rivolta anti-genovese in nome della fede, convocò il contadino al castello per un interrogatorio sui fatti accaduti. Una leggenda racconta che durante il colloquio tra le autorità e Antonio Botta alcuni pescatori, al largo di Savona, videro sopra la cattedrale e il castello tre fiammelle alte nel cielo.

La seconda apparizione della Madonna avvenne, come promesso, il quarto sabato dal primo evento, l’8 aprile del 1536 vigilia della domenica delle palme.

Ad Antonio Botta, dopo la preghiera, apparve nuovamente la Vergine con la stessa luce abbagliante e nel punto esatto della prima apparizione mariana; il contadino la ricorda con le mani tese verso il basso e allargate in un gesto di misericordia.

Ancora una volta la Madonna chiese all’anziano popolano tre sabati di digiuno e una nuova processione per giorni dalla popolazione e in special modo dalle confraternite disciplinanti; nel messaggio pronunziato da Maria, così come racconta la tradizione popolare, ella elogiò il buon operato di tali confraternite nell’opera di divulgazione della parola di Dio ed esortò Antonio e i suoi compaesani di seguire la dottrina religiosa.

La Madonna finì il suo messaggio divino e scomparve con le parole di benedizione Misericordia, Figlio, voglio e non giustizia.

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