NOVENA A SAN GAETANO

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NOVENA A SAN GAETANO
(ripetere per nove giorni)

1. Glorioso San Gaetano, che per la vostra singolare confidenza in Dio fondaste la vostra congregazione sulla sola Divina Provvidenza, insegnateci ad allontanare dai nostri cuori le eccessive sollecitudini della vita ed a riporre tutte le nostre speranza in Dio.

Padre nostro, Ave Maria e Gloria.

2. Glorioso Santo, che per la vostra confidenza in Dio, trovaste sempre aperti i tesori della Divina Provvidenza per apprestar sollievo al prossimo indigente, otteneteci una santa premura di cercare prima il regno dei cieli, per meritarci poi l’assistenza divina nei nostri bisogni.

Padre nostro, Ave Maria e Gloria.

3. O gran Santo, acclamato da ogni nazione Padre della Provvidenza, perchè sempre pronto a soccorrere, anche con miracoli, chi v’invoca con fiducia, deh! otteneteci da Dio opportuno soccorso nelle nostre angustie presenti.

Padre nostro, Ave Maria e Gloria.

Il Santo voi siete della Provvidenza, così comunemente acclamato, e ben a ragione, se in vita vostra avete voluto offrire singolarissimo esempio di assoluto abbandono alla stessa Divina Provvidenza e voleste questo spirito trasfuso nei vostri figli riuniti a glorificare il comune Padre Celeste . Quanto mai mi colpisce tanto esempio di confidenza nella bontà del Signore! Arrossisco in verità della diffidenza mia, delle mie trepidazioni, dei miei timori, con i quali feci ingiuria talvolta al Divin Creatore; imploratemi quindi voi stesso, o Gaetano glorioso,
il perdono ed impetratemi il favore di non essere mai preoccupato del domani, come insegna anche a me il Divino Maestro, e la grazia di adorare in umile silenzio le tracce della suprema Provvidenza, sebbene al corto mio vedere siano inconcepibili.

SAN GAETANO DA THIENE

Vicenza, ottobre 1480 – Napoli, 7 agosto 1547
Nacque a Vicenza dalla nobile famiglia dei Thiene nel 1480, e fu battezzato con il nome di Gaetano, in ricordo di un suo celebre zio, il quale si chiamava così perché era nato a Gaeta.

Protonotario apostolico di Giulio II, lasciò sotto Leone X la corte pontificia maturando, specie nell’Oratorio del Divino Amore, l’esperienza congiunta di preghiera e di servizio ai poveri e agli esclusi.

È restauratore della vita sacerdotale e religiosa, ispirata al discorso della montagna e al modello della Chiesa apostolica. Devoto del presepe e della passione del signore, fondò (1524) con Gian Pietro Carafa, vescovo di Chieti (Teate), poi Paolo IV (1555-1559), i Chierici Regolari Teatini. Per la sua illimitata fiducia in Dio è venerato come il santo della provvidenza.

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